
Rimettersi in piedi dopo aver subito i saccheggi e le devastazioni del corsaro Henry Morgan non deve essere stato facile. Il primo nucleo cittadino panamense infatti era sorto ingenuamente in un punto della costa poco protetto, e nel gennaio del 1671 Morgan e la sua ciurma l'avevano messo a ferro e fuoco distruggendolo quasi completamente. Quel che rimane di quella prima cinquecentesca Panamà è ora racchiuso in un sito archeologico, il museo a cielo aperto chiamato Panamà Antiguo (o Panamà Viejo) che visiteremo nei prossimi giorni.
Il suo abitante più illustre è il Presidente della Repubblica che al Palacio de las Garzas ha la sua dimora ufficiale. Sorveglianza e telecamere a tutto spiano ci accolgono all'ingresso del quartiere, quindi. Anche se ci hanno raccomandato attenzione comunque, dato che siamo turisti e questa zona soprattutto di sera può essere rischiosa.
Ma torniamo ancora un momento al passato. Il 21 gennaio 1673, due anni dopo le devastazioni di Morgan, viene inaugurata una nuova cittadina. Stavolta la "location" è a otto chilometri di distanza: un promontorio meglio difendibile e circondato da una barriera rocciosa naturale sottomarina, che soprattutto durante la bassa marea dovrebbe ostacolare l'attracco dei vascelli malintenzionati. Ha presieduto alla costruzione il nuovo governatore, Antonio Fernàndez de Còrdoba, un militare pratico di fortificazioni che ne ha eretta una anche intorno alla nuova Panamà. Dentro, ben protetti, abiteranno circa 300 persone: le famiglie nobili, ricche, più in vista. Gli altri dovranno accontentarsi di risiedere fuori dalle mura.
Il centro della nuova città è la Plaza Mayor, detta anche Plaza Catedral e oggi rinominata Plaza de la Indipendencia.
Si affacciano sulla piazza pure il Grand Hotel ed il palazzo che ospita il Museo del Canale. Lo visitiamo, ma purtroppo non è permesso fotografare e quindi non possiamo raccontarvelo qui.
Dagli abitanti, indios autoctoni, ai conquistadores, a Balboa (primo europeo ad attraversare tutto l'istmo di Panama fino a vedere il Pacifico), all'indipendenza del Panamà dalla Colombia fino alla liberazione dalla dittatura di Noriega, fotografiamo cimeli e allestimenti, mentre la nostra esperta guida, signor Jorge Aldeano, spiega lo svolgersi dei fatti storici con puntigliosa competenza. Ci ha fatto piacere ed è stata molto utile questa visita!
Ovviamente, in questa piazzetta c'è anche la graziosa sede dell'Ambasciata francese, in stile coloniale e dipinta in un delicato verde acquamarina.
Passeggiando per il Casco Antiguo fotografiamo altri edifici e monumenti di prestigio e valenza storiche:
il Palazzo del Governo e della Giustizia
Un palazzotto di fattura coloniale, nella piazzetta intitolata a Carlo V...
Ciò che resta del Convento di San Domenico
Per il Casco Antiguo incrociamo anche variopinte figure piumate, chissà...forse stanno girando un film in qualche angolo del delizioso quartiere.
Notiamo che il Casco Antiguo è tutto un fervere di cantieri. Le vecchie case, sventrate e ricostruite lasciando di originale soltanto la facciata, fanno presagire che presto anche gli ultimi "veri" abitanti se ne dovranno andare portando altrove la loro povertà. Questa zona ha tutte le premesse per trasformarsi molto presto in area per turismo di alto bordo.