E' il gran giorno! Stamattina finalmente visiteremo le Chiuse di Miraflores, dove una terrazza costruita apposta per i visitatori ci permetterà di osservare lo spettacolo del transito delle navi dal Pacifico all'Atlantico e viceversa.
Dalla stazione di Albrook prendiamo un bus color gelato alla fragola e limone che per due dollari a testa ci scarica all'ingresso del Centro Visitantes, proprio in corrispondenza delle Chiuse di Miraflores, le ultime prima dello sbocco nell'Oceano Pacifico.
A seguire, un giro nel piccolo museo che racchiude qualche cimelio, molti tabelloni con spiegazioni storiche relative alle vicende della costruzione di questa ciclopica opera di ingegneria, costata migliaia di vite umane.
Tutto questo è narrato in modo coinvolgente nei tabelloni che accompagnano vetrine contenenti oggetti di quell'epoca.
Contemporaneamente, alle pareti, vengono proiettati a ciclo continuo brevi spezzoni di video girati durante l'epica costruzione.
Nell'impresa si cimentarono successivamente, nel 1904, gli
Stati Uniti, che decisero di riprendere la costruzione del Canale e firmarono, nel 1903, l'accordo Herràn-Hay con la Colombia di cui Panamà faceva ancora parte. La Colombia però cambiò presto parere e questo sollevò le ire degli americani ma anche dei panamensi che si sentirono esclusi da ogni trattativa che li riguardasse. Tutto ciò fomentò ansie di ribellione a Panamà che portarono, il 3 Novembre 1903 , alla proclamazione dell'indipendenza. Nel 1904 fu emanata la prima Costituzione e nello stesso anno gli Stati Uniti ripresero i lavori per la costruzione del Canale. La priorità degli americani fu quella di rendere l'area dell'opera salubre. Iniziò così una colossale opera di bonifica delle paludi attorno ai cantieri e di disinfestazione con sostanze chimiche nebulizzate in continuazione. Misero le zanzariere ai letti degli operai e li obbligarono ad indossare indumenti con le maniche lunghe. In tal modo la costruzione della mitica via di comunicazione fu portata a termine il 3 agosto 1914. Giusto 100 anni fa.
Non potevamo scegliere periodo migliore per la nostra visita!!! Dappertutto campeggia lo slogan commemorativo ideato per l'anniversario: "100 años compuertas abiertas".
Dopo tanta Storia,e pure tragica, usciamo finalmente all'aria aperta. Siamo al pianterreno della torre terrazzata che si affaccia proprio sulle Chiuse. E' gremita di turisti, la parte del leone la fanno frizzanti scolaresche locali in gita d'istruzione.
Una nave dallo scafo rosso mattone sta avanzando lentamente in direzione atlantica. Osserviamo attentamente il suo lento procedere, poi la vediamo fermarsi e iniziare ad alzarsi di livello per effetto della massa d'acqua che la sostiene, e che sta riversandosi nel bacino formatosi con la chiusura delle paratie.
Ecco che la nave ha passato le porte della chiusa. Ora il livello dell'acqua verrà regolato in maniera da permetterle di passare senza danni al bacino del Lago Gatùn, da dove proseguirà il viaggio verso l'Atlantico. L'attendono altre due Chiuse; poi, finalmente verrà scodellata in mare aperto nel Mar dei Caraibi. L'intero percorso, circa 82 chilometri, può durare da 8 a 12 ore, a seconda della nave. Il costo di attraversamento dipende ovviamente dal tonnellaggio dell'imbarcazione e può arrivare fino a 400.000 dollari per le gigantesche "PANAMAX".
(Fonte: Wikipedia)
Si tratta proprio di due "PANAMAX", imbarcazioni gigantesche costruite su misura per sfruttare al massimo l'ampiezza delle chiuse del Canale di Panama. Tra lo scafo e le pareti del bacino non c'è più di un metro e mezzo. Un incedere maestoso, preciso al millimetro che ci fa restare a guardare col fiato sospeso. Davvero impressionante!